venerdì 27 luglio 2007

"L'Islam rischio per l'Europa un errore non contrastarlo " di Marco Politi





ROMA - Guai a ignorare per ingenuità i tentativi di islamizzare l'Europa! L'intervento sull'Islam di papa Ratzinger a Ratisbona è stato "profetico". Parola di don Georg Gaenswein, segretario di Benedetto XVI che in un'intervista a tutto campo al biografo ratzingeriano Peter Seewald rilancia l'allarme nei confronti dell'espansione musulmana. "I tentativi di islamizzare l'Occidente non si possono negare - afferma don Georg sul magazine della Sueddeutsche Zeitung di Monaco di Baviera - ed un falso rispetto non deve far ignorare il pericolo connesso per l'identità dell'Europa".


Secondo il prelato, di cui in Italia si dimentica spesso che è stato docente negli atenei pontifici, e che riflette fedelmente le idee del pontefice, "la parte cattolica vede molto chiaramente (questo pericolo) e lo dice anche". Il discorso di Ratisbona, aggiunge, "dovrebbe servire a contrastare una certa ingenuità". A Ratisbona nel settembre 2006 papa Ratzinger sollevò una tempesta internazionale perché aprì il suo discorso con una citazione di un imperatore medievale bizantino, secondo cui Maometto non aveva portato nulla di "buono e umano" perché esortava a diffondere la fede con la spada.


Ratzinger pronunciò la citazione senza distanziarsi e ci vollero scuse vaticane a ripetizione e un'edizione aggiornata del discorso per ristabilire rapporti normali con il mondo islamico. In parecchi ambienti l'intervento però piacque. Kissinger ha confessato a Repubblica di apprezzarlo molto. Don Georg sottolinea che non esiste "un" Islam e nemmeno un'"istanza impegnativa e vincolante per tutti i musulmani". Sotto il concetto di Islam, spiega, ci sono molte correnti, anche nemiche tra di loro, che arrivano "fino agli estremisti che si richiamano nella loro azione al Corano e scendono in campo con il fucile". In ogni caso la Santa Sede cerca di tessere contatti e colloqui attraverso il Consiglio per il dialogo interreligioso.


L'intervista descrive l'agenda principale di Benedetto XVI: rafforzare la fede, rilanciare la "questione Dio", il confronto con le forme diverse di relativismo, il dialogo con l'Islam, il rafforzamento dell'identità cristiana. "L'Europa non può vivere se le si tagliano le radici cristiane, perché così le si toglie l'anima". Egualmente all'ordine del giorno è la conduzione del dialogo con le Chiese ortodosse specialmente perché hanno la "successione apostolica" e quindi i loro ministeri episcopali e sacerdotali sono validi, mentre hanno anche i sette sacramenti come la Chiesa cattolica. Non mancano nel colloquio annotazioni più personali.


Nel suo appartamento c'è a sua disposizione una cyclette. Quando in conclave apprese che era stato eletto - rivela don Georg - "diventò bianco com'è ora la sua veste". Esposto ai media per il suo bel fisico, don Georg non respinge nemmeno la domanda più impertinente. Riceve lettere d'amore? "Di tanto in tanto".

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Così,il pericolo viene dall'Islam?Roba da...Medioevo!
Don Geog dice che non esiste l'Islam,ma varie correnti di pensiero che si richiamano al Corano...lo stesso discorso lo si potrebbe fare anche per i vari "cristianesimi"e le varie chiese sparse per il mondo....
Se non ricordo male,Papa Giovanni Paolo secondo aveva detto che i cristiani dovrebbero prendere esempio dai fratelli musulmani,per la loro dedizione verso la religione e la preghiera!
Inoltre Maometto,non ha mai detto di "diffondere la fede con la spada",ma difendere la fede con la spada,in quanto sacra e quindi la cosa più preziosa al mondo!
Sempre secondo Giovanni Paolo II,si deve smettere assolutamente di strumentalizzare le religioni al fine di scatenare nuove guerre!
Insomma,non mi sembra affatto che questo Papa si stia dando tutto stò gran da fare per"seguire le orme del suo predecessore"come lui stesso ha dichiarato!
Altro che Islam...qui il vero pericolo che vedo,è l'ignoranza!

CavaliereDellaFenice

Il Templare (Ricerca & Conoscenza) ha detto...

Era appunto un Post di Provocazione.

I Templari DEVONO lavorare per l'unione delle dottrine e non contro.

Qui un po' tutti stanno cercando di metterci gli uni contro gli altri.

E ci stanno riuscendo!

Roberto